Una sfera di vetro riposa in un campo di geometrie e luci delicate. Al suo centro si trova un vero ombelico umano — il centro letterale dell’essere, al tempo stesso scultoreo e simbolico.
In questa composizione quadrata, simmetria e semplicità creano un’immagine contemplativa sull’origine, sul contenimento e sulla bellezza silenziosa dell’introspezione. In parte astrazione, in parte studio del corpo umano — un’esplorazione minima ma intima dell’identità attraverso la forma.
Proporzioni 1:1